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  Letteratura  »  Quando la tempesta arriva, di Rosanna Baldelli, edito da 0111 e recensito da Franca Canapini 06/03/2022
 
Quando la tempesta arriva – Rosanna Baldelli – 0111 – Pagg. 230 – ISBN 9788893705219 – Euro 15,90




E’ con grande emozione e molta curiosità che ho aperto il romanzo Quando la tempesta arriva di Rosanna Baldelli perché l’opera è frutto della mente della mia Prima amica, compagna di banco delle Superiori e compagna di camera e di studi all’Università. Da quei tempi la vita ci ha allontanate fisicamente e poche sono state le occasioni d’incontro. Poi ecco la sorpresa, il suo primo libro tra le mie mani, e che libro! Un romanzo storico in cui diverse vicende sono ambientate a Chianciano, il nostro paese, e nei luoghi vicini. Leggendo ho potuto ripercorre con l’immaginazione i borghi del centro storico e riviverne le atmosfere; ho potuto “rivedere” luoghi familiari come Sant’Albino, Argiano, Montepulciano, che un tempo frequentavo con assiduità e oggi non più. Cosa c’è di più piacevole del ritrovare la “propria piccola patria” trasfigurata dalla letteratura e resa degna di fare da sfondo alle vicende di un romanzo? Cosa c’è di più bello del ritrovare una persona a cui vuoi bene dopo un lungo percorso di vita e costatare che i suoi ideali di gioventù permangono nel frutto maturo del suo pensiero? A questo punto è chiaro che ho letto con entusiasmo il libro anche per ragioni personali, ma vi assicuro che il romanzo è oggettivamente buono sotto tutti i punti di vista: ideazione della storia, ricostruzione storica, equilibrio tra le parti, linguaggio sintetico ed efficace.

………………….


Quando la tempesta arriva… tutto travolge e niente sarà più come prima.

Come la tempesta metereologica si annuncia con brontolii di tuoni in lontananza, barbagli di fulmini e addensarsi di nuvole sempre più scure e sempre più incombenti, fino all’esplosione improvvisa della bufera di vento, acqua, grandine che molto andrà a distruggere, così succede anche per le “tempeste storiche” e così avvenne per quella che sciolse tutto il suo impeto distruttivo nella Grande Guerra.

Dalla fine dell’Ottocento si andava intensificando tra gli Stati europei una conflittualità crescente ed esplosiva e, contemporaneamente, al loro interno aumentava la conflittualità di classe. Erano le avvisaglie della tempesta in arrivo che nessuno sarebbe riuscito a fermare.


Rosanna Baldelli ambienta il suo romanzo proprio nell’Italia del 1914, anno in cui esplode la guerra in Europa. L’intera vicenda si svolge dal marzo 1914 al luglio 1915, un anno, per l’Italia, caratterizzato da forti tensioni sociali che sfoceranno negli scioperi e nelle insurrezioni dei lavoratori e, dopo l’attentato di Sarajevo, dal rafforzamento delle fazioni interventiste-irredentiste, che otterranno di uscire dalla Triplice alleanza, firmare il Patto di Londra e dichiarare guerra all’impero austro-ungarico.

La storia inizia a Chianciano con la morte sul lavoro di un operaio travolto da un mucchio di terra. La moglie Anna, rimasta con due figlie piccole e senza alcun sostentamento, grazie all’aiuto di un paesano, riesce a impiegarsi come cuoca presso un ricco e nobile proprietario terriero, il conte Costa, che abita con la famiglia nella sua villa di Sant’Albino. Dopo alcuni giorni la colta e sensibile contessina Ella, figlia del conte, scompare. Nel tentativo di ritrovarla si svilupperanno tutte le altre vicende a seguire, che non si possono raccontare per non togliere la suspence al lettore, e che si concluderanno per Ella e la sua famiglia con un parziale lieto fine.

Nel costruire la sua trama l’autrice intreccia le storie di vita dei suoi personaggi di fantasia (giovani anarchici e sindacalisti come Virgilia, Lorenzo, Attilio, Tonino, Andrea) con quelle dei protagonisti reali della politica antigovernativa dell’epoca: anarchici, repubblicani, socialisti, tutti promotori di associazioni sindacali, proteste, scioperi, insurrezioni popolari ( Errico Malatesta, Pietro Nenni, Benito Mussolini, Alceste de Ambris, Filippo Corridoni).

Personaggi di fantasia e personaggi veri si troveranno il 7 giugno 1914 insieme a vivere l’Insurrezione di Ancona e la Settimana Rossa che ne seguirà. Purtroppo il fallimento dell’iniziativa scompiglierà anche la coesione del gruppo i cui componenti si divideranno in neutralisti e interventisti. Quest’ultimi, nonostante fino ad allora avessero sempre pensato che nessuna guerra avrebbe potuto fare gli interessi del popolo, saranno tra i primi ad arruolarsi volontari.

Nel romanzo, dunque, la piccola storia è ben fusa con la grande storia e, al di là della gradevole e accattivante narrazione di vita, amicizia e amore, quello che affascina di più è il ben rappresentato quadro storico. A ritmo incalzante, l’autrice passa da eventi storici a eventi privati; dipinge luoghi e paesaggi; con poche frasi efficaci tratteggia profili umani; si sposta rapidamente da un luogo all’altro, sottolineando la successione cronologica o la contemporaneità dei fatti, in maniera tale da tenere sempre deste l’attenzione e la curiosità del lettore. Ne consegue un affresco storico comprensivo anche di epidemie e di catastrofi naturali come quella del terremoto della marsica. Tutti i dettagli, dalla descrizione degli interni delle case dei poveri alle ville e ai palazzi dei ricchi, dai mezzi di trasporto dei poveri a quelli dei ricchi, dal modo di vivere dei lavoratori, al modo di vivere dei nobili e dei borghesi, fino alle istanze degli intellettuali rese tramite le citazioni tratte dai loro organi di stampa, contribuiscono a farci respirare l’atmosfera dell’epoca. E’ anche una storia corale in cui quasi tutti i personaggi sono coprotagonisti. Alcuni risultano più amabili di altri, come Anna, donna consapevole di quali sarebbero i suoi diritti, umile, lavoratrice, che sa reagire positivamente al dolore e distinguere tra le persone che meritano o non meritano rispetto; oppure la maestra Virgilia, che, a nove anni, già si era schierata a favore di Gaetano Bresci; ed anche Ella, che grazie alla sua naturale sensibilità si trasformerà da contessina spensierata in una indipendente, operosa benefattrice. Nessuno è davvero malvagio; anche i Conti Costa, moglie e marito, sono contestualizzati nella loro realtà di “padroni” neutri con i loro sottoposti e fa tenerezza il loro legame d’amore.


Concludendo, Quando la tempesta arriva è un romanzo che si legge molto volentieri per la fluidità e scorrevolezza del linguaggio, per la varietà di situazioni che presenta, per la capacità che possiede di portarti indietro nel tempo e di farti rivivere un periodo della nostra storia nazionale, con tutte le riflessioni che ne conseguono. Ti lascia con l’amara costatazione di come la “meglio gioventù di un’epoca”, quella più sensibile e generosa, pronta a entrare uscire di prigione in nome della giustizia sociale, quella che immaginiamo più preparata a difendersi dall’impazzimento generale, possa, colpita dai venti di propaganda bellica, rinnegare i principi sui quali ha fondato le proprie certezze e cadere nella trappola della guerra o “inferno”- come la definisce il giovane Attilio.

Con questo libro, di cui consiglio vivamente la lettura, credo che Rosanna Baldelli voglia ricordare a tutti che non ci sono mai state guerre che abbiano davvero risolto i problemi di convivenza tra i popoli.

Eppure i venti di guerra soffiano furiosi anche in questo momento.



Franca Canapini


24 febbraio 2022











 
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