Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
News  
 
Canti celtici  
 
Il cerchio infinito  
 
Bell'Italia  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Letteratura  
 
Libri e interviste  
 
Freschi di stampa  
 
Intervista all'autore  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
 
 

  Letteratura  »  L’inverno del nostro scontento, di John Steinbeck, edito da Bompiani e recensito da Siti 21/05/2022
 
L’inverno del nostro scontento – John Steinbeck – Bompiani – Pagg. 324 – ISBN 9788845268410 - Euro 13,00


Splendidi giorni a venire



Ethan appare sulla scena di questo struggente romanzo in un “mattino biondo oro di aprile”; è a letto con la moglie che lo chiama “scemo” perchè “con i mignoli in bocca le faceva le smorfie". Venerdì santo, giornata impegnativa al lavoro, commesso nella bottega di alimentari del terrone Marullo, lui discendente degli Hawley, stirpe di Padri Pellegrini e di facoltosi balenieri caduti in disgrazia. Poche battute, al risveglio, e il personaggio è abilmente delineato: scanzonato, malinconico, acuto osservatore, relitto della società in fermento, estroso oratore ( comunica la sua visione della società alla banda di lattine che popola gli scaffali del negozio), ottimo commerciante, vivo spessore culturale, ottimo ascoltatore. Un tentativo di rialzarsi, andato male…

Se avessi voglia di svaligiare una banca, lo farei prima di una festa lunga. La grana è tutta là dentro che aspetta.”

Indizi, buttati lì con una noncuranza che è magistrale perché permette di recuperarli, avendoli finalmente collocati nel giusto ruolo di dettagli da non trascurare, solo quando la storia è così ben avviata nel suo lento procedere che ci si rende conto che qualcosa è sfuggito. Una trama invisibile, tanti piccoli indizi. A chi ha la fortuna di leggere per la prima volta questo romanzo, mi sentirei di dire proprio questo : nulla è casuale, tutto è affidato alla parola, compito del lettore è quindi dipanare la trama. Compito non facile perché molto è affidato ai dialoghi con il piccolo universo del microcosmo che ruota intorno a Ethan: la moglie, Joey Morphy, cassiere alla banca First National, l’ amante di Joey, Margie Youg-Hunt, il signor Marullo, il signor Baker, presidente della banca, l’amico d’infanzia; Danny Taylor, perso nell’alcool, i due figli di Ethan. La narrazione inoltre, dopo i primi due capitoli, passa dalla terza persona alla prima persona e l’ottica per tutta la prima parte è quella di Ethan: funzionale a farci trascorrere i giorni fino alla Pasqua e oltre mentre vengono ripercorse le principali tappe della sua vita. In maniera speculare la seconda parte, che si sofferma maggiormente sulla realtà della cittadina di New Baytown, segue la stessa disposizione delle voci narranti, il tempo scorre fino alla festività nazionale del Quattro luglio, ma sono sicuramente i periodi precedenti le “feste lunghe” a essere i più interessanti quando tutto pare possibile e succede ciò che non si era previsto. Una seconda parte ricca di avvenimenti, di salite vertiginose e di cadute morali che sveleranno la vera essenza di ogni singolo personaggio in una sintesi mirabile di corruzione e corruttibilità che lascia aleggiare su tutto il vago e profondo senso del nostro scontento. Sempre attuale.


Siti

 
©2006 ArteInsieme, « 012067853 »