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  Letteratura  »  I confini dell’acqua. Fotopoesie, di Valentino Vitali e Carmen Lama, pubblicato da Youcanprint e recensito da Franca Canapini 19/02/2023
 
I confini dell’acqua. Fotopoesie Valentino Vitali e Carmen Lama – Youcanprint – Pagg. 134 – ISBN 9791221436594 – Euro 20,00


Il mondo con tutte le sue cose non è né bello né brutto, semplicemente è. Siamo noi esseri umani che ne “vediamo” la bellezza e la bruttezza. Chiedersi cosa sia questa bellezza che tanto ci esalta e ci spinge a fare è inutile. Non troveremo mai una risposta. Anche la Bellezza è. Potremmo dire che E’ IN NOI e ci dà piacere, gioia, voglia di vivere, stupore; a volte, quando è davvero tanta e non la conteniamo, pure sgomento. Siamo Noi che senza sapere come e perché attribuiamo il bello alle cose del mondo che siano viventi o non viventi, pensieri o opere d’arte.

Ma poiché, come afferma Platone, Eros è desiderio di possedere la Bellezza e di possederla per sempre, ecco che gli artisti commossi cercano di “possederla per sempre” fermandola nelle proprie opere. E così possono nascere libri dove due arti congiunte, la fotografia e la poesia, si richiamano l’una con l’altra e risuonano, per “eternare” istanti di bellezza che altrimenti il tempo cancellerebbe l’attimo dopo.

E’ ciò che hanno fatto VALENTINO VITALI e CARMEN LAMA nel libro I CONFINI DELL’ACQUA.


Il titolo vuole esprimere l’inutilità di tracciare confini in questo nostro breve tempo di esistenza e nel mondo che non ci appartiene, ma sul quale siamo stati solo temporaneamente proiettati…”


affermano gli autori nell’introduzione, dandoci subito conto della raggiunta consapevolezza riguardo la fragilità e precarietà dell’essere umano e il rispetto dovuto alla nostra casa-mondo ,che tanto sa affascinarci con la sua bellezza, se solo torniamo capaci di fermarci a contemplarla e viverla.


“…Vivere il magnetismo dei colori

assaporare la bellezza pura

ascoltare la forza del silenzio

è un’esperienza mistica speciale-…” (Nei momenti)


Ed è con spirito di contemplazione che Vitali scatta le sue foto paesaggistiche scaldandoci il cuore con immagini suggestive dei “suoi luoghi” che sono anche quelli di Carmen: il lago e le montagne in esso rispecchiantesi, i caseggiati lungo lago, i sentieri dei boschi, qualche panchina solitaria, qualche barchetta arenata; aspetti di un paesaggio che potrebbe sembrare ripetitivo perché conosciuto, ma che è sempre diverso a seconda dei giochi della luce e delle stagioni. Come in un controcanto Carmen Lama, di fronte alla bellezza delle foto che raccontano la bellezza di paesaggi anche a lei familiari, entra nelle immagini, lascia che divengano medium tra lei e il tu di riferimento poetico, tra lei e i sentimenti del fotografo, tra lei e i propri sentimenti.

Un tramonto sul lago diventa “un istante perfetto” oppure “un rogo”


Non lumi di memoria né ricordi

ma solo la bellezza dell’istante

che non si perderà

incastonato com’è tra terra e lago…” (D’un istante perfetto)


Un rogo si consuma ad Occidente

tra faglie sfrangiate – altolevate in riccioli e volute

in questa sera che accoglie scintille…” (Un tramonto)



Un natante in corsa solitaria in mezzo al lago le ispira senso di solitudine ma anche di totale libertà


In ques’infinita distesa di solitudine

lasciarsi indietro una scia dorata

e andare soli

incontro ad un futuro

aperto a ogni possibile…” (In questa infinita distesa)


Man mano che procediamo nella visione delle foto e nella lettura della poesie veniamo avvolti da una speciale malinconia, come spesso i paesaggi lacustri comunicano e che i due artisti hanno saputo renderci in immagini e parole; una malinconia buona, generatrice di riflessioni profonde e condivisibili sulla propria e altrui esistenza


“…di me cosa rimane

se sono relegata

nella torre d’avorio del silenzio?


La mia bellezza era la libertà

erano le parole – era la gioia- …”(Cosa rimane)



In fondo al lago tacciono le storie

e indifferentemente scorie e glorie …” (Sfumate goemetrie)



Mi piace concludere questa mia brevissima nota con questa poesia dove ’immagine e la voce coincidano perfettamente per esprimere con intensa, ungarettiana semplicità l’amore per i luoghi familiari e il desiderio di trattenerli nel tempo, desiderio che ha generato un bel libro poetico da guardare, leggere, meditare.

Naturalmente queste mie sono solo alcune suggestioni tratte dal libro che contiene, come è ovvio, molto di più.


Tra_monti e lago



Questi sono i miei luoghi


ne conosco ogni angolo

fors’anche i fili d’erba

alberi vie sentieri

e nei muri scrostati

vi riconosco i tempi

ora cristallizzati


Aspiro dai tramonti

luce ed echi di voci

con le placide acque

a far da sentinelle

vivo tra monti e lago

ogni istante ogni dono


Sono questi i miei luoghi




Franca Canapini

 
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