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  Letteratura  »  L’inverno dei leoni. La saga dei Florio, di Stefania Auci, edito da Nord e recensito da Katia Ciarrocchi 05/04/2023
 

L' inverno dei leoni. La saga dei Florio - Stefania Auci - Nord - Pagg. 688 - ISBN 9788842931546 - Euro 20,00



"L´inverno dei leoni", seconda opera della saga dei Florio scritta da Stefania Auci, è un romanzo che ci trasporta nella Sicilia del XIX secolo, dove la famiglia Florio, una delle più potenti e ricche dell´isola, si trova ad affrontare nuove sfide. L´autrice dopo averci presentato i protagonisti e la storia della famiglia ne "I leoni di Sicilia", narra come la dinastia Florio continua a prosperare, ma anche di come affronterà un periodo difficile della storia italiana e siciliana.
Il romanzo mostra come i Florio siano stati in grado di costruire la propria fortuna, ma anche come questa fortuna li abbia resi una famiglia di potere e influenza; ascesa possibile grazie a una combinazione di intelligenza, coraggio e determinazione, ma anche grazie alla capacità di legarsi alle sfere politiche e sociali dell´epoca.
Ignazio, un uomo di grande disciplina e rinuncia, dotato di notevole capacità imprenditoriale, è riuscito a far crescere il patrimonio della sua famiglia, d´altra parte, il figlio Ignazziddu, giovane e spensierato, che eredita tutto ciò che suo padre ha costruito, ha paura di essere schiavo del nome di famiglia, cerca il piacere e non ascolta la voce del dovere, portando così la famiglia alla rovina.
La moglie di Ignazio, Giovanna, è una donna austera e misurata, che ha accettato le menzogne del matrimonio e si è rassegnata a vivere con le briciole dell´amore. Franca, invece, nuora di Giovanna, è una donna di grande stile e bellezza, che ha fatto della sua eleganza e del suo glamour una corazza; tuttavia, dietro la sua fama e i suoi gioielli, Franca nasconde un profondo dolore e soffre in silenzio.
"L´inverno dei leoni" ci presenta una Sicilia sconvolta dalle tensioni politiche e sociali, con un´atmosfera densa di intrighi e colpi di scena.
Nel romanzo "L´inverno dei leoni", l´autrice Stefania Auci si concentra sulle relazioni tra i membri della famiglia Florio, che devono affrontare le difficoltà economiche, politiche e sociali dovute all´incapacità di Ignazziddu di gestire e mantenere il patrimonio familiare. I personaggi, descritti magistralmente, si trovano a lottare contro le proprie paure e i propri demoni interiori in un´atmosfera tesa e incerta.
Attraverso il libro, l´autrice affronta temi come l´amicizia, l´amore e la solitudine, mettendo in luce quanto le relazioni umane siano difficili e complesse da navigare. I personaggi descritti sono credibili in tutte le loro emozioni, e la narrazione è coinvolgente, con una forte attenzione ai dettagli storici: riesce a catturare il lettore con una narrazione che racconta il lento declino della famiglia Florio, trasportandolo in un´epoca passata.
Tuttavia, nonostante la sua innegabile bellezza, "L´inverno dei leoni" sembra perdere parte della magia presente nel primo libro della saga, "I leoni di Sicilia". Perlomeno è quello che ho avvertito: un lento declino.


Citazioni tratte da: L´inverno dei leoni di Stefania Auci

Da sempre, i siciliani hanno capito una cosa: il mare porta rispetto solo a chi lo rispetta. È generoso: dà il pesce e il sale per il nutrimento, dà il vento per le vele delle barche, dà il corallo per i gioielli di santi e di re. Ma è anche imprevedibile e, in ogni istante, può riappropriarsi con violenza di quei doni. Per questo i siciliani lo rispettano, per questo lasciano che definisca la loro stessa essenza: che forgi il loro carattere, che segni la loro pelle, che li sostenga, che li sfami, che li protegga.

...dalla gentilezza, talvolta, c´è da temere più che dalla crudeltà.

«Dovete sapere che, a quell´epoca, i plebei volevano gli stessi diritti dei patrizi e allora, per protesta, si erano allontanati da Roma. E Menenio Agrippa li aveva fatti tornare indietro raccontando loro un apologo, in cui s´immaginava che le membra improvvisamente smettessero di funzionare, invidiose del fatto che lo stomaco se ne stesse lì, in ozio, ad aspettare che gli arrivasse il cibo. Ma, così facendo, il corpo intero aveva finito per indebolirsi e quindi le membra avevano dovuto far pace con lo stomaco.» Solleva appena le labbra, un abbozzo di sorriso. «I nostri operai devono sentirsi parte di qualcosa. Me lo diceva anche mio padre. Il salario non può essere l´unica cosa cui ambiscono. Io per primo devo dimostrare che ciascuno di loro è importante e posso farlo solo se li guardo in faccia, a uno a uno.»

Fa´ beni e scordatillo; fa´ mali e pensaci.
«Fai del bene e dimenticalo; fai del male e ricordatelo.»
PROVERBIO SICILIANO

Quando si è felici, non c´è bisogno di parlare.

Il tempo non ha rispetto per il dolore. Lo afferra, lo macina, lo plasma attraverso i giorni, trasformandolo in un fantasma, più ingombrante e visibile di un corpo di carne e sangue. Lo conficca nel respiro perché ogni soffio ricordi la pena del vivere.

Una lacrima, impigliata tra le ciglia, scivola sulla guancia. Nessuno può vederla.

La sua è stata una vita di lavoro, proprio come quella di suo padre. Un´esistenza intera spesa al servizio di un´idea: che i Florio fossero più ricchi, più potenti, più importanti di chiunque altro. E così era stato. C´era riuscito.
E ora?
E adesso che l´aveva dimostrato?
E adesso che non aveva più un progetto, un ufficio, un affare cui consacrare tempo ed energie?
Ho le mani piene di roba e il cuore vuoto. Ho ancora idee e volontà, e vorrei vivere e stare con la mia famiglia e vedere i miei nipoti e seguire la vita che va avanti.

Comprende che l´amore, quello vero, quello che non muore, può esistere solo se è accompagnato dal perdono. Che in ognuno di noi c´è un rimorso che cerca l´assoluzione.

Se una persona è così infelice, probabilmente non riesce nemmeno a immaginare che gli altri siano sereni; anzi è possibile che viva la gioia altrui come un´ingiustizia.
(...)
Confusamente intuisce che tutto ciò accade quando la sofferenza passa ogni limite e rende incapaci di tollerare anche solo una piccola luce di speranza.

...come a tutti gli incroci, s´incontravano bene e male, vita e morte, Dio e il diavolo.

«Ma perché la grande musica fa soffrire così?»
«Perché comincia là dove finiscono le parole. Proprio come la bellezza... Sono certo che voi sapete cosa intendo».

...nulla è più prezioso della lucidità, della padronanza di se stessi.
«L´amore, donna Franca, è una bestia ingrata: morde la mano che lo nutre e lecca quella che lo picchia. Amare per sempre, amare davvero, significa non avere memoria».

Li malanni trasino du sfilazzu di la porta.
«Le sventure entrano dalle fessure della porta.»
PROVERBIO SICILIANO

Non vuole e non può capire che il confine tra illusione e speranza è labile e che l´amore, quando si unisce alla disperazione, è capace di partorire la più dolorosa delle bugie.

La felicità è un fuoco fatuo, un fantasma, qualcosa che ha solo la parvenza del vero. E la vita è bugiarda, ecco qual è la verità. Promette, ti fa assaporare gioie e poi te le sottrae nella maniera più dolorosa possibile.

Perché il modo di amare cambia, perché cambiano le persone e cambia il modo in cui hanno bisogno di sentirsi amate, riflette. Perché le favole finiscono e, al loro posto, spesso rimane solo il desiderio di un abbraccio che conforti, che ti tolga di dosso la paura del tempo che passa e che t´illuda di non essere solo.

Perché ci si può odiare, ci si può ferire, ci si può allontanare, ma la morte è un sigillo che cristallizza tutto, e lascia ai vivi l´onere dell´esistenza. La morte è pietosa per chi se ne va, ma una condanna senza appello per chi resta.

È destino degli uomini essere felici e non rendersi conto di esserlo. È la loro maledizione sprecare il tempo della gioia senza rendersi conto che è tanto raro quanto irripetibile. Che la memoria non può ridarti ciò che hai provato perché ti restituirà invece la misura di ciò che hai perduto...

Le grandi sofferenze sono egoiste, non ammettono confronti. Conoscono solo la devastazione che infliggono all´anima che le ospita.
Ed è questo che li allontana, di nuovo, ancora.

È vero quello che dicono: un cuore che si spezza non fa rumore.
Non importa quale sia la causa, se un lutto, una perdita, un amore mai dimenticato o mai vissuto. I frammenti sono lì, e fanno male. Potranno ricomporsi con gli anni, ma le cicatrici sono pronte a riaprirsi nel momento in cui una nuova lama li colpisce.

Dicono che l´amore sia donare se stessi senza riserve; però, se dai tutto di te, non ti rimane nulla per vivere.


Katia Ciarrocchi



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