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  Letteratura  »  Fine di secolo, di Marco Sterpos, edito da Setteponti e recensito da Fernanda Caprilli 28/03/2024
 

Fine di secolo - Marco Sterpos - Romanzo storico - Edizioni Setteponti, Castelfranco Piandiscò (Arezzo) 2023 - Pagg. 246 - ISBN 9791281005570 - Euro 14,00



Fine di secolo, l´ultimo romanzo di Marco Sterpos, è incentrato sulle vicende del secondo Ottocento, dall´Unità d´Italia alla fine del secolo, da cui è possibile capire sia cosa non ha funzionato subito dopo l´annessione, sia quali sono stati in nuce i punti di forza che hanno permesso alla nascente nazione di crescere e di consolidarsi.

Romanzo "misto di storia e di invenzione" alla maniera manzoniana, Fine di secolo presenta la vicenda di Carlo Tonelli, un ragazzo del popolo, figlio di un barbiere di un piccolo paese, Castelbosco, collocato presumibilmente in area fiorentina. Ma le spiccate doti del ragazzo e il suo amore per la lettura finiranno per convincere il padre ad assecondare il suo desiderio di divenire maestro, e tale Carlo resterà fino all´ultimo giorno, nonostante gli avanzamenti di carriera conquistati per merito. A Firenze, che visita una prima volta grazie all´aiuto di uno zio che ha preso a cuore la sua situazione, conoscerà Pietro Thouar, ai cui principi pedagogici si ispirerà una volta divenuto maestro, e incontrerà per la prima volta nella famosa stamperia del Cellini il giovane Carducci che, con molto acume, si interesserà alla storia del ragazzo.

Viene poi il primo incarico in una scuola rurale e proprio qui conoscerà Sandra che, dopo essersi ribellata alle angherie del padre che la vorrebbe sposa "titolata" con un nobile, sceglie Carlino. al quale darà due figli maschi, Gino e Luigi, e ciò farà di loro una famiglia completa dove regnano amore e comprensione.

La storia dei due giovani si muove sullo sfondo della grande Storia che parte dall´Unità d´Italia e giungerà fino all´uccisione di Umberto I a Monza. Ne emerge un quadro della situazione italiana alquanto tragico, specie durante il governo della Destra che pensa di soffocare i moti di protesta inasprendo le condizioni di vita del popolo con continue tassazioni o con la repressione come nel caso del brigantaggio. In questa prima fase domina soprattutto la figura di Garibaldi le cui imprese, viste con gli occhi di Carlino, sono fondamentali per costruire quell´Italia che da tempo lui sogna unita. E mentre la sua storia di maestro lo fa conoscere e apprezzare sempre più, le delusioni per quell´Italia che non vedeva nascere si fanno sentire maggiormente in lui anche attraverso le vicende del grande Carducci che, da posizioni anticlericali e sovversive, lentamente finisce per esaltare quella monarchia che aveva sì fatto l´Italia, ma aveva lasciato intatte le sue profonde lacerazioni. Tra queste una delle più diffuse era quella dell´analfabetismo popolare, della mancanza di scuole, ma soprattutto di maestri in grado di assumersi una responsabilità educativa sentita come problema sociale e, insieme, nazionale. Sarà questo lo spirito con cui lavorerà Carlo per tutta la vita, impegnandosi anche nella formazione e nell´alfabetizzazione degli adulti che all´epoca era compito davvero difficile!

Gli ultimi anni dell´Ottocento, con l´ascesa dalla Sinistra al potere, vedono l´Italia sempre più chiusa in un gretto nazionalismo ed impegnata ad affermarsi anche in campo coloniale. Sono gli anni di Depretis e Crispi, caratterizzati dal triste fenomeno dell´emigrazione e poi delle prime sconfitte in Eritrea, come quella di Abba Garima (Adua), che rivelano la mancanza di preparazione della classe dirigente militare; a questo proposito basti pensare al generale Baratieri che sottopose il nostro esercito a sanguinosi disastri, uno per tutti l´Amba Alagi! È questa parte della nostra storia quella che, a mio avviso, risulta più avvincente, sia perché meno conosciuta, sia perché l´Autore l´ha analizzata a fondo mettendo in risalto l´arretratezza culturale e politica della classe dirigente al governo e sottolineando il fatto che Crispi arrivò ad impartire ordini da Roma ai suoi generali sul campo, mandando a morire migliaia di giovani italiani. Fra questi troveremo Gino, il figlio di Carlo, e sarà proprio questa perdita a fare del protagonista un uomo diverso, apatico e indifferente a tutto. Solo il finale costituirà un motivo di riscatto per lui. Come afferma il figlio Luigi parlando con la madre e ricostruendo le principali tappe del giovane Regno d´Italia: «Subito dopo il raggiungimento dell´unità si era dovuto constatare che il Risorgimento era stato tradito, anche da alcuni dei suoi protagonisti, come Crispi»; per questo nel ´98 Carlo era voluto andare a Milano per una conferenza, nonostante già si presagissero movimenti popolari, ma «sicuramente le scene a cui ha dovuto assistere - dice Luigi - gli sono parse tanto incredibili e atroci da togliergli ogni residua fiducia, questa Italia lui ha voluto rifiutarla e si è lasciato ammazzare».

Così la moglie Sandra e il figlio Luigi, riflettendo sulla sua morte, ne capiranno il significato di scelta e di sacrificio in nome di un ideale.

Romanzo complesso, questo di Marco Sterpos, reso agevole dalla «piacevolezza della narrazione» e dall´ «eleganza stilistica», come nota Massimo Seriacopi in Prefazione, che rendono interessante la lettura, ma soprattutto ci fanno riflettere su come questi semi, gettati anche su un terreno poco fertile, siano poi cresciuti e maturati e costituiscano una speranza per il domani che ci attende.



Arezzo, dicembre 2023



Fernanda Caprilli




 
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