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  Letteratura  »  Riletture: Storia di Tönle  e L’anno della vittoria, di Mario Rigoni Stern, a cura di Renzo Montagnoli 15/05/2024
 

Riletture: Storia di Tönle  e L´anno della vittoria, di Mario Rigoni Stern


Non di rado mi capita di rileggere libri che ben conosco, è una pratica che uso quando ho bisogno di sentirmi completamente soddisfatto da opere che, oltre a essere dei capolavori, mi infondono quel gran senso di pace di cui l´uomo ha sempre bisogno, soprattutto in determinate circostanze, quali malanni vari e venti di guerra. E´ così che nei giorni scorsi ho ripreso in mano Storia di Tönle  e L´anno della vittoria, due romanzi brevi (complessivamente 278 pagine) usciti dalla prodigiosa penna di Mario Rigoni Stern e pubblicati quasi sempre in un unico volume. In questi casi amo soffermarmi maggiormente durante la lettura, cerco di estraniarmi il più possibile, in pratica di entrare in quella storia, anche se da semplice spettatore. Ebbene, se a volte, peraltro assai raramente, può capitare che l´opera appaia inferiore al giudizio che le si era dato in precedenza, nel caso di Storia di Tönle  e L´anno della vittoria è decisamente il contrario, perché quando sembra di leggere qualcosa di nuovo, quando si ha chiara la sensazione del cuore che palpita maggiormente è segno che quel lavoro non solo ha mantenuto inalterato nel tempo il nostro interesse, ma lo ha addirittura incrementato. Questo accade normalmente con i grandi classici e questo (non solo questo, anche altri libri di Rigoni Stern) è un classico a tutti gli effetti, stupendo quando è stato scritto, meraviglioso anni dopo e magnifico oggi, la sua bellezza non sente il peso degli anni, perché i temi trattati non solo sono universali, ma sono senza tempo.

Leggere di quest´uomo che ha fatto due volte il servizio militare, una sotto l´Austria con un comandante dal nome italiano e uno sotto l´Italia con un comandante dal nome tedesco, seguirlo nelle sue peripezie di esule per non essere incarcerato, è un´esperienza indimenticabile. Con lui si cammina fra le montagne nei boschi dell´Impero, vicino a lui si sta nelle occasioni di ritorno in incognito riscoprendo i valori essenziali della vita, quelli della libertà, della famiglia, dell´amore, dell´amicizia. Tönle non è un eroe e non vuole esserlo, come gli è imposto dal suo autore, ma è un uomo sapiens in tutti i sensi, travolto da una guerra che porta distruzioni nel suo mondo, gli rovina la casa, lo tiene lontano forzatamente dai suoi affetti; tuttavia, benché anziano, combatte per tornare là dove c´è il suo focolare, perché anche con le mura cadute là è rimasto il suo cuore e poi perché, quando i troppi anni pesano, è giusto lasciare questa terra dove si è sempre vissuto, magari appoggiato a un albero con gli occhi verso l´altopiano, che benché sconvolto, ha la terra che è la sua carne, ha i boschi e i prati che sono il suo cuore.

Se L´anno della vittoria parla del rientro degli asiaghesi al loro paese, tutto diroccato a seguito della guerra appena conclusa, La storia di Tönle è invece un romanzo sull'uomo, sul suo innato sentimento per la terra dove è nato e vissuto, sulla nostalgia che prevale su ogni evento e che fa della battaglia per il ritorno a casa un inno al concetto di patria come luogo dei propri affetti. Potrebbe sembrare che i due romanzi siano indipendenti, ma non lo sono, se non nell´impostazione perché quello con Tönle protagonista parla dell´essere umano in quanto tale; L´anno della vittoria  è invece quella che può essere definita un'opera corale, dove uomini come Tönle, riuniti, esaltano il concetto di comunità, di identiche radici, indissolubili, inalienabili, tali da superare ogni difficoltà purché sempre solidali, in un'unica grande famiglia per cui vale la pena di vivere e di lottare.

Piove, mentre sto scrivendo, ma dentro di me c´è il sole della speranza in un mondo migliore che Mario Rigoni Stern ha così ben espresso in questi due romanzi.


Renzo Montagnoli

 
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