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  Bell'Italia  »  La Reggia di Colorno, di Renzo Montagnoli 02/04/2013
 

La Reggia di Colorno

di Renzo Montagnoli

 

 

Colorno è un piccolo paese in Provincia di Parma, abbastanza vicino al fiume Po, che fa da confine naturale fra l'Emilia e la Lombardia. E' zona della bassa con fiorente agricoltura e con la presenza alcune attività industriali anche se di piccola e media entità. Tutto sommato sarebbe uno dei tanti insediamenti che prosperano nel nostro paese nel più completo anonimato se la storia invece non gli avesse riservato una posizione privilegiata. Di origini piuttosto antiche – sicuramente prima dell'anno mille – ebbe la fortuna di diventare un avamposto strategico per difendere la città di Parma dalle possibili insidie e invasioni provenienti dal nord. Sarebbe rimasto tuttavia un borgo come tanti se Francesco Sforza, nel 1458, non lo avesse ceduto al nipote Roberto Sanseverino, e fu proprio questa casata a elevarlo progressivamente di rango, soprattutto con Barbara Sanseverino, che finì poi tragicamente la sua esistenza, decapitata per ordine del signore di Parma, Ranuccio Farnese, le cui mire sul piccolo feudo era note a tutti, e che cercò di coinvolgere in una presunta congiura anche il duca di Mantova Ferdinando Gonzaga, che non esitò a prendere le armi per avviare una guerra il cui inizio fu tuttavia scongiurato dalla mediazione del papa Clemente VIII e dai re di Francia e di Spagna.

L'opera di Barbara, donna illuminata, volse a elevare il paese da semplice avamposto a vera e propria corte, il che implicò l'edificazione di chiese, palazzi, fra i quali la cosiddetta Reggia di Colorno, il cui antistante giardino era già stato delineato dal suo predecessore Roberto.

Il Farnese, impossessatosi di Colorno,  provvide ad accrescere la Reggia e l'edificio assunse una forma pressoché uguale all'attuale. Le torri, in precedenza merlate, mutarono la forma e s'innalzarono, la facciata sulla piazza si impreziosì con un portale, si accrebbe ulteriormente lo stupendo giardino.

Con l'estinzione della dinastia dei Farnese si entrò in un periodo buio, di decadenza, che venne tuttavia interrotta con l'insediamento nel 1740 del duca Filippo di Borbone;  vennero effettuati così interventi di straordinaria manutenzione, abbellimenti e accrescimenti che riportarono la Reggia all'antico splendore, Reggia che in epoca napoleonica venne dichiarata residenza imperiale.

Il periodo d'oro continuò dopo la restaurazione con Maria Luigia d'Asburgo – Lorena, ma con l'avvento dell'unità d'Italia riprese la decadenza, sempre più accelerata al punto che nel 1870, acquistata dal Comune di Parma, la Reggia venne parzialmente adibita a Ospedale Psichiatrico e in tale funzione rimase a lungo.

E' solo a partire dagli anni '70 che, preso atto del tesoro esistente e così mal ridotto, si avviano restauri volti a ridare all'edificio e al suo giardino l'antico splendore, tanto che ha potuto essere riaperto al pubblico, diventando anche sede di mostre importanti.

Considerati gli interventi effettuati in diverse epoche, la Reggia di Colorno è contraddistinta da numerosi stili. Così il lungo porticato che si affaccia sul torrente Parma risale alla fine del 1600, mentre la grandiosa scalinata del lato opposto e che scende al giardino è della metà del XVIII secolo. Da fortezza di difesa a palazzo il passo non è stato certo breve, ma all'interno si respira un'aria sontuosa data dalle sale da parata del piano nobile, già appartamenti ducali,  e dalla Sala Grande, tutte ornate di stucchi, di affreschi e caratterizzate dai pavimenti in un meraviglioso marmo policromo. E non mancano le cineserie, cioè due salottini tappezzati con carte dai disegni esotici, autentica passione della duchessa Luisa Elisabetta, figlia del re di Francia, che in Reggia dimorò con il marito Filippo di Borbone nella seconda metà del XVIII secolo.

Dalla parte opposta alla reggia c'è la grande cappella ducale di San Liborio, con lo stupendo coro in legno,  l'altare maggiore, il pavimento in marmo policromo,  con affreschi e dipinti di Domenico Muzzi, Antonio Bresciani e Giuseppe Baldrighi; un cenno a parte va al suo organo monumentale della fine del XVIII secolo, costituito da 2.898 canne in stagno, opera dei famosi Serassi di Bergamo. Completamente restaurato, viene utilizzato ogni anno in settembre nella rassegna concertistica “Serassi – L'organo ritrovato”.

L'altra meraviglia della reggia è il giardino, una perfetta sintesi fra il settecentesco giardino all'italiana e quello inglese, con una grande fontana circolare e numerosi giochi d'acqua. Sia pure nella sua più ridotta dimensione di 24.000 metri quadrati è quasi inevitabile l'accostamento a quello di Versailles.  

 

Come e quando visitare

 

Percorso di visita:

Piano Nobile, Cappella di S. Liborio e Appartamento nuovo del Duca Ferdinando di Borbone. L'itinerario non comprende il giardino storico, aperto dalle ore 7.00 al tramonto con ingresso gratuito

 

Orari di apertura:

Dicembre, gennaio e febbraio: sabato, domenica e festivi ore 10-11-15-16-17; da martedì a venerdì per gruppi su prenotazione
Marzo e novembre: da martedì a venerdì ore 11-15; sabato, domenica e festivi ore 10-11-15-16-17
Da aprile a ottobre: da lunedì a venerdì ore 10-11,30-15-16,30; sabato ore 10-11-15-16-17; domenica e festivi ore 10-11-12-15-16-17-18
Giugno: Da Martedì a Venerdì mattino: 11.00 -pomeriggio: 16.00
Sabato, domenica e festivi mattino: 10 e 11 -pomeriggio: 15 – 16 e 17
Lunedì chiuso/non festivo
Luglio e agosto: sabato, domenica e festivi ore 10-11-15-16-17; da martedì a venerdì ore 11-16;

 

 

Visite guidate:
Intero: € 6,50
Ridotto: ragazzi dai 7 ai 18 anni, adulti oltre i 65 anni, card Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, soci FAI, studenti universitari con tesserino e soci Touring € 5,50
Gruppi (almeno 15 persone) e scolaresche in visita d'istruzione: € 4,50
Omaggio: bambini da 0 a 6 anni, 1 accompagnatore per gruppo, portatori di handicap con un accompagnatore, 2 insegnanti ogni 15 alunni in visita di istruzione, giornalisti con tesserino in corso di validità, sconti card Viviparchi
Famiglia: 2 adulti + 1 bambino fino a 14 anni di età € 13.50
Famiglia: 2 adulti + 2 bambini fino a 14 anni di età € 18.00
Famiglia: 2 adulti + 3 bambini fino a 14 anni di età € 22.50

 

Se capitate a Parma, pertanto, non dimenticate una puntata a Colorno (la distanza è breve, sono all'incirca una ventina di chilometri, e il tempo necessario per la visita della Reggia e del Giardino è di non più di due ore).

 

Dove mangiare

 

L'Emilia è nota per l'eccellente cucina e quindi si può andare sul sicuro. Prosciutti, culatelli, tortellini e quant'altro costituisca una grazia per il palato sono di casa.

Per informazioni al riguardo, cliccare sul link che segue:

 

http://www.parmaincoming.it/ristoranti_parma_provincia/parma_provincia.htm

 

Dove dormire

 

Anche qui c'è l'imbarazzo della scelta in cui sarete aiutati cliccando sul link seguente:

 

http://www.parmaincoming.it/hotel_provincia_parma_alberghi/provincia_parma.htm

 

E per finire, per ulteriori informazioni, il link della Reggia di Colorno:

 

 http://www.turismo.comune.colorno.pr.it/page.asp?IDCategoria=2549&IDSezione=18319

 

 

La fotografia della Reggia, vista dal giardino, è stata reperita sul sito del Comune di Colorno (www.comune.colorno.pr.it).

 

 

 
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