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  Recensioni  »  Vita di una donna, di Carla Malerba, edito da La Vita Felice 05/04/2022
 
Vita di una donna

di Carla Malerba

La Vita Felice Edizioni

Poesia

Pagg. 71

ISBN 9788877997630

Prezzo Euro 10,00


Ricordando


Dite la verità, chi a una certa età non si è voltato per ripensare al tempo trascorso, a quella che è stata, fino a quel momento, la propria vita? Che si tratti di un poeta, oppure di un uomo che non ha velleità artistiche, tutti, dico tutti, sono passati per questa porta, spalancata sul passato a portare testimonianza della propria esistenza. E così è stato anche per Carla Malerba che, scrivendo poesie, ha voluto poi mettere in versi le sensazioni e le emozioni che ha provato nel volgersi indietro. E’ nata così Vita di una donna, una raccolta tematica che incuriosisce, poiché la vita di ognuno di noi è unica e irripetibile. Si va indietro nel tempo, si vanno a cogliere quegli eventi che più di altri sono rimasti indelebili, se non nella precisa memoria, almeno in quelle sono state le impressioni, o addirittura i turbamenti provati, come nel caso dell’amore giovanile (Ricordo quegli anni tumultuosi / dove tutto pareva avesse le ali, / correvano le mie gambe / come puledre al vento dell’estate. / I portici un po’ oscuri / aprivano varchi inaspettati / e i pensieri ad ogni angolo / incrociavano riverberi di sole. / Irragionevole amore che ti inganna / e ti fa compiere imprese straordinarie, / radere a volo d’angelo scarpate, / sfidare tempeste in mare aperto, / irragionevole amore dei vent’anni. ). Mi trovo in sintonia con questi versi, capaci di esprimere con una vena di pudore un sentimento che nasce all’improvviso, irragionevole appunto, salvo poi domandarsi il perché un essere umano possa attrarre così tanto. Tuttavia, nella vita c’è sempre un’alternanza di gioia e di dolore, quest’ultimo quando si patisce la perdita di un proprio caro, come in Tu, padre mio (Tu, padre mio, / eri un uomo di poche parole, / di una mitezza ferma / trattenuta nello sguardo. / Nominavi spesso il Padreterno:/ poi il silenzio dei giorni ultimi / precipitati nel dolore / e nella chiaroveggenza del rifiuto, / nella parola invocata, / l’ultima tua notte sulla terra.). Poi ci sono le nascite, i figli, di cui si cercano di serbare ricordi che evochino il loro percorso, come per esempio, il famoso dentino da latte, per non parlare di oggetti di uso comune, ma che hanno l’immediatezza di richiamare un periodo e alcune caratteristiche di questo (Che assurde cose / tiene una madre / in un cassetto:/ un fiocco azzurro / di prima elementare, / un mazzo di carte ingiallite / di partite col nonno /nei pomeriggi invernali, / un paio di guanti / lasciati in un’aula di università / e restituiti poi /ad un piccolo alunno / confuso tra i dottori, / buono e tutto preso / per un giorno / da un ruolo diverso, importante. ). Sono tanti i ricordi che emergono dall’oblio, che pretendono quasi di essere ascoltati, in questo giorno che è tutta una vita, amori, dolori, profumi, sensazioni, nulla è lasciato al caso, perché sono la testimonianza che abbiamo vissuto e non mancano i sogni, i desideri irrealizzati che fino a quando non sono rimpianti fanno bene all’anima (Mi piacerebbe abitare / in un porto di mare / con tre bambini che conosco / forse in altura / per vedere brillare le lampare / di notte, e di giorno / le isole sfumate di foschia. / E vivrei qui / soltanto / di pane e di poesia. ). Non è ancora rimpianto, ma è una lacrima pescata nel profondo del cuore per un desiderio che si sa irrealizzabile, ma che finisce con il rappresentare un preciso punto di riferimento nell’arco degli anni, tanto che è rammentato in versi, e non potrebbe essere diversamente per una donna che vorrebbe vivere lì solo di pane e di poesia.

Anche questa, come le due precedenti raccolte (Di terre straniere e Poesie future), mi è piaciuta per la capacità di esporre sentimenti ed emozioni con immediatezza, per la ricerca di argomenti che sappiano toccare il cuore senza squarciarlo, e infine per la serenità che riviene dalla lettura.




Carla Malerba è nata in Nord Africa, ma dal 1970 risiede in Italia. A Tripoli, sua città natale, pubblica giovanissima i suoi primi versi. Si laurea nel 1986 presso l’Università degli Studi di Siena con una tesi sulla poesia per l’infanzia. Ha insegnato Lettere ad Arezzo, città nella quale vive tuttora.

Nel 1999 pubblica a Cortona la sua prima raccolta “Luci e ombre “, seguita nel 2001 da “Creatura d’acqua e di foglie (Ed. Calosci, Cortona). In esse i temi della perdita e del dolore si fanno pressanti anche se, a tratti, la memoria assume una funzione salvifica. Con le raccolte “Di terre straniere” e “Vita di una donna” (entrambe pubblicate con La vita felice, Milano 2010 e 2015) la poetessa riprende i temi del viaggio esistenziale e degli affetti.

Poesie future” (Puntoacapo editrice, giugno 2020) è la sua ultima raccolta

Alcune sue liriche sono presenti nell’antologia Novecento non più-Verso il Realismo terminale, (La Vita Felice, 2016), in Pioggia Obliqua Scritture d’arte (Nuovo poesia proposta) in Fiordalisi-Menti sommerse, in Tanti pensieri, in Alma poesia, in Poetrydream. Scrive anche racconti brevi alcuni dei quali sono stati pubblicati su Essere, periodico del Centro di solidarietà di Arezzo.

Ha ricevuto diversi riconoscimenti per la poesia inedita in concorsi nazionali tra cui un Premio speciale della Giuria al Premio Ossi di seppia 2020; primo premio al concorso Territori della parola, IV edizione 2018-2019 per la poesia inedita; nel 2020 il Gran Premio della giuria al Concorso Le occasioni C19 per le sezioni A e B; nel 2021 il Premio speciale Fondazione Giovanni Pascoli per la raccolta “Poesie future”; al Premio internazionale Le occasioni 2021 secondo Premio per la sezione B.



Renzo Montagnoli


 
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