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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Sono ancora quel bambino, di Giuseppe Carlo Airaghi 16/11/2021
 
Sono ancora quel bambino

di Giuseppe Carlo Airaghi



Sono ancora il bambino di sei anni,

addossato alla parete dell’asilo,

lo sguardo stupito sui compagni più giovani

questo posto non è più mio”?


Sono ancora il bambino labbra imbronciate,

fiato che si fa velo sul finestrino,

occhi sbalorditi a salutare i compagni

smemorati a giocare nella via

senza coscienza del destino che li attende?


Sono ancora il bambino rannicchiato nell’ombra

di un sottoscala dismesso

a chiedersi se Bobi, la mamma al lavoro,

la bicicletta nuova, l’America lontana,

la camicetta gonfia della vicina,

i goal del campione, l’urlo animale dello stadio,

la stella polare oltre i cornicioni irraggiungibili

esistano davvero

fuori dal buio di quel sottoscala

senza la luce del suo sguardo?


Se tutto si disegnasse nei primi anni di vita?

Se i gesti restanti non fossero

che minime varianti sul tema,

improvvisazioni brevi

su partiture stabilite?


Da Quello che ancora restava da dire (Fara, 2020)

 
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