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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Nomi, di Salvatore Armando Santoro 15/11/2022
 
Nomi

di Salvatore Armando Santoro



Nomi rivedo dei miei giorni andati
allineati sul foglio di un portale,
visi oggi che tornano fanciulli,
urli di notte al buio del rione
svolazzano quei nomi
pipistrelli impazziti
urlanti sulle nostre teste pien di sogni.

E ridisegno quei volti,
spesso con un panino farcito di patate
su un muretto che ancor resiste al tempo
urlo la frase magica, “mangiosa”,
che mi preserva dalla rapina
d’una misera cena serale
tra ragazzi più affamati di me.

Puleo, Modafferi, Cimino,
Crucitti, Cuzzola, Labate, d’Agostino,
nomi che risvegliano i rimpianti
la perdita di persone care
chiuse nel cuore,
serrate nella mente
che tornano a cantare a primavera
su quel muretto con le luci spente.

E tutti li rivedo ancor viventi
con le voci stridule e pungenti
senza pensieri e ricchi di speranze,
sono dentro di me
occhi lucenti,
li sento urlare,
rivedo il riso che sui volti abbonda
li sogno come un tempo li ho lasciati,
ritorno fanciullino
coi pantaloni corti e con le frecce
d’un vecchio ombrello mezzo demolito,
con una rametto fragile da archetto,
ritorno come ero e come sono
bimbo sognante al buio sopra un muretto

 
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