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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Il violinista, di Tiziana Monari 15/11/2022
 
Il violinista

di Tiziana Monari



Ora che restano solo polvere ed atomi sparsi

e la bellezza è solo nell’alba

con l’abito sdrucito

accarezza un vecchio amore il violinista

un amante che sa attraversare terre di confine

sulla rotta di mille chiglie dorate

nell’instabile infinito del creato

ora che manca mezz’ora di troppo alla fine dell’attesa


ogni nota è un passo

una distanza mai raggiunta

i diesis portati dalle note che cadono senza rumore

come fossero neve

i bemolle che imperlano la fronte

il seme che fiorisce


in un lieve saliscendi

lentamente la musica affonda nella stanza vuota

si fa sottile, bianca

si stempera e lenta si disperde

flessuosa come una luce che nasce dal deserto

bella come un bacio che preme sul respiro


si espande su inverni caparbi, primavere renitenti

fino ad approdare ad una piena estate di sole

attenuando il dolore

seguendo l’ansa, lo spazio, la direzione.


Nulla finisce, o tutto decide di non esserci

il violinista assume una nuova posizione

gli occhi arrossati dal rimpianto.

Aspetta.

Fuori un cane abbaia

qualcuno si allontana.


Il violinista adesso è solo.

 
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