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  Letteratura  »  Vita di Galileo, di Bertolt Brecht, edito da Einaudi e recensito da Laura Vargiu 24/10/2022
 
Vita di Galileo – Bertolt Brecht – Einaudi – Pagg. XXVI 258 – ISBN 9788806219093 – Euro 12,00


Scienza contro fanatismo


"E la forza non può fare che un uomo non veda ciò che ha visto".

Una lettura che mi incuriosiva da diverso tempo, questa "Vita di Galileo" di Bertolt Brecht, e che non ha deluso le mie aspettative. Un'opera teatrale in quindici scene che coprono un arco temporale compreso tra il 1609 e il 1637, una buona e importante fetta della vita di Galileo Galilei, uomo di Scienza tra i più importanti della Storia. La sua vicenda è nota e il grande drammaturgo tedesco la immortala - tra Padova, Firenze, Roma e infine di nuovo Firenze - in uno dei suoi lavori più noti e importanti.

La figura del protagonista viene ritratta da Brecht in tutta la sua umanità, forte e fragile allo stesso tempo (si pensi a quando, nella parte conclusiva, egli ammette di aver temuto di affrontare il dolore fisico, motivo per il quale ha abiurato dinanzi all'Inquisizione), prestandosi probabilmente a diverse interpretazioni, anche alla luce del particolare contesto storico in cui queste pagine furono scritte (la prima versione si colloca nel periodo a ridosso dello scoppio della seconda guerra mondiale). Dunque, un testo in un certo qual modo complesso e non semplice da analizzare; esso, oltre a dar prova della grandezza drammaturgica di Brecht, mette in luce il contrasto - tanto per cominciare - tra ragione e fede, scienza e fanatismo, libertà di pensiero e censura.

L'opera offre anzitutto una lettura di piacevole scorrevolezza, ricca com'è di dialoghi e di personaggi, tra cui spicca in modo particolare quello del giovane Andrea Sarti, figlio della governante che, in principio, entra in scena addirittura giovanissimo. Senza dubbio, una figura singolare, quella di Galileo, la cui rappresentazione - come scrisse lo stesso autore nelle sue note riportate alla fine dell'edizione Einaudi che ho avuto occasione di leggere - "[...] non dovrebbe mirare a stabilire l'immedesimazione e la partecipazione del pubblico; si dovrebbe anzi lasciare il pubblico libero di assumere piuttosto un atteggiamento di stupore, di riflessione, di critica."


Laura Vargiu

 
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