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  Bell'Italia  »  Il castello di Rovereto, di Renzo Montagnoli 12/01/2023
 
Il castello di Rovereto

di Renzo Montagnoli



Quando tornavo dalla gita sull’altipiano, scendendo da Serrada, sbucavo a Rovereto in piena città e nel percorso che facevo per andare al casello autostradale lo vedevo arroccato, dominante e silenzioso. In posizione strategica, incombente sula strada sottostante, il castello di Rovereto sembrava lì apposta per attendermi, ma, per una ragione o per l’altra, non ultima l’ormai prossimo tramonto, ero costretto a rinunciare a una visita, rimandandola all’anno dopo e l’anno seguente rinviandola immancabilmente al successivo. C’è voluta la solita gita annuale e dicembrina a un mercatino natalizio organizzata dal Centro sociale del mio paese perché finalmente potessi far visita a questa antica roccaforte. In una giornata che sembrava dedicata a Giove Pluvio io e altri pochi temerari, condotti dalla corriera al posto più vicino possibile, ci siamo incamminati su per l’erta scivolosa per l’acqua che scorreva quale un torrente e abbiamo finalmente potuto mettere piede dentro il castello, al riparo ovviamente dalla pioggia. E’ così iniziata una visita guidata a questi vetusti ambienti, peraltro ben conservati, e alla ricca collezione di reperti di quello che viene giustamente chiamato Museo della guerra.

Tuttavia, prima di parlare di divise, armi e di quant’altro serve per scannarsi, ritengo sia giusto riferire sulla storia di questa imponente costruzione.

L’edificio sorge su uno sperone roccioso sulla sponda destra del torrente Leno e ha origine in un’epoca tardo-medievale, per l’esattezza nel XIV secolo, per volere dei Castelbarco, nobile famiglia il cui feudo si estendeva in Vallagarina. L’attuale forma pentagonale venne tuttavia realizzata un secolo dopo, quando vigeva il dominio della Serenissima, cioè nel periodo che va dal 1416 al 1509. In quella circostanza furono rafforzate le mura ben comprendendo i Dogi l’aspetto strategico della fortezza, con cui doveva confrontarsi necessariamente chi scendeva in Italia dal settentrione. Si verificarono numeroso fatti d’arme e assedi, al termine di uno dei quali il castello si arrese, ci fu la clamorosa sconfitta della Repubblica di Venezia nella battaglia di Calliano, ma poi il Leone di San Marco tornò a sventolare sui torrioni del maniero, almeno fino al 1509, allorché venne ceduto agli Asburgo. Verso la seconda metà del XVII secolo la fortezza perse d’importanza, tanto nell’Ottocento fu adibita a ricovero di mendicità, poi a casa di pena, e infine, dal 1859 al 1918, come caserma di due compagnie di Kaiserjager. Finita la grande guerra, il castello fu soggetto a consistenti restauri e dal 1921 è diventato sede del Museo storico italiano della guerra, se non il più importante, comunque uno dei più completi in Italia.

La struttura a pentagono ospita due torrioni: il Marino, sull’angolo est, alto 25 metri e con un diametro alla base di 16, in cui erano ospitate quattro cannoniere; il Malipiero, nell’angolo a Nord-ovest, eretto su una base del diametro di 20 metri, con ben tre livelli di cannoniere.

La visita al Museo prevede un unico percorso, articolato in due parti: la prima è dedicata alla storia degli eserciti e delle guerre avutesi tra l’Ottocento e la Prima guerra mondiale, la seconda invece privilegia l’architettura dell’edificio e le armi dell’epoca moderna (XV-XVIII secolo). Con la bella stagione, cioè da maggio a ottobre, è inoltre possibile visitare anche la sezione “Artiglierie della Grande Guerra 1914 – 1918”, accessibile con ingresso da Piazza del Podestà, a pochi passi dalla biglietteria.

La guerra fra Ottocento e Novecento è ben rappresentata con le dotazioni del combattente e l’evoluzione del modo di combattere, con numerose sale dedicate alla Grande Guerra con armi, documenti, immagini soprattutto relative all’esercito austro-ungarico (non si deve dimenticare che Rovereto era parte dell’impero asburgico). Nei torrioni Marino e Malipiero sono invece esposte le collezioni più antiche del museo: armi pre e protostoriche, gli strumenti di lavoro del fabbro armaiolo, armi da caccia, armature, armi bianche e anche primitive armi da fuoco in uso procedendo dal medioevo all’età moderna.

La visita si è dimostrata di estremo interesse, sia per l’appagamento della curiosità attinente la struttura di difesa assai ben conservata, sia per la completezza delle collezioni del museo stesso. Sono tante le armi della Grande Guerra, dalla celebre mitragliatrice Schwarzlose alle bombarde, dai vari tipi di baionetta alla bomba a mano tedesca con il manico e chiamata pelapatate, dai lanciafiamme ad addirittura un biplano Nieuport 10, insomma tutto quanto la mente umana è stata capace di ideare per gli orrori della guerra.

Il percorso di visita prevede non poche risalite e quindi è sconsigliato a chi si stanca facilmente, benché siano presenti numerosi sedili per consentire una ripresa delle forze.

Si tratta comunque di un Museo di interesse notevolissimo, la cui visita è senz’altro raccomandata.



Aperture Museo e castello


Da martedì a domenica 10.00 – 18.00
Ultimo ingresso ore 16.30
Chiuso i lunedì non festivi, 24, 25 e 31 dicembre, 1 gennaio

  • Aperture straordinarie
    Lunedì 26 dicembre 10.00 – 18.00



Artiglierie 1914 – 1918


Da maggio a ottobre


Da martedì a domenica 10.00 – 17.45
Ultimo ingresso ore 17.30
Chiuso i lunedì non festivi


La visita completa (museo, castello e artiglierie) richiede almeno un’ora e mezza.


Nota: Il Castello di Rovereto è interessato da un importante progetto di restauro e nel corso dell’anno il percorso di visita può subire alcune variazioni.


Biglietti


          1. Intero 9 € (10 a partire dal 10.01.2023)

Visitatori a partire dai 18 anni di età

          1. Ridotto 7 €

Gruppi (con almeno 10 adulti paganti), militari e forze dell’ordine (su esibizione di tesserino), Soci degli enti convenzionati (consulta la lista delle convenzioni), visitatori che esibiscono il dépliant “I Musei e la Grande Guerra in Trentino” con il timbro di un altro museo della Rete Trentino Grande Guerra

          1. Famiglie

Gli adulti pagano il biglietto intero, tutti i minori dello stesso nucleo famigliare entrano gratuitamente.
Con Euregio Family Pass il nucleo famigliare composto da 1 o 2 adulti e figli minori entra al costo di un solo biglietto ridotto.

          1. Ridotto 2 €

Ragazzi fino ai 17 anni compiuti (senza accompagnatori), classi in visita libera (prenotazione obbligatoria)

          1. Gratuito

Bambini e ragazzi fino ai 17 anni, visitatori disabili e loro accompagnatori, soci del Museo, possessori di Membership Card del Museo, visitatori con Trentino Guest Card e Museum Pass, militari e forze dell’ordine in servizio, soci Cassa Rurale di Rovereto con tessera I’mart, soci ANMIC, insegnanti che accompagnano le classi (2 per classe), un capogruppo per ogni comitiva, giornalisti accreditati (per accreditarsi scrivere a comunicazione@museodellaguerra.it almeno due giorni prima della visita), funzionari MIBAC e Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento, operatori in Servizio Civile (esibendo il tesserino)



Come arrivare


A PIEDI: dalla stazione dei treni percorrere corso Rosmini fino all’omonima piazza poi imboccare via Orefici, proseguire per via Rialto, via della Terra e salire per via Castelbarco (10 minuti); da piazza Podestà imboccare via della Terra e poi via Castelbarco (3 minuti).

IN AUTO: dall’A22 del Brennero uscita Rovereto nord o sud seguire le indicazioni per il centro storico; a pochi minuti dal Castello sono presenti vari parcheggi a pagamento coperti (in via Lungo Leno Sinistro, in viale dei Colli, in via Manzoni) e scoperti (piazzale Achille Leoni). Info sui parcheggi sul sito di Società Multiservizi di Rovereto.
L’ingresso del Museo si trova in via delle Fosse dove sono presenti alcuni parcheggi a pagamento.

IN PULLMAN: in piazza Podestà è consentita la sosta solo per carico e scarico. Stalli per i pullman sono presenti in piazzale Achille Leoni e presso lo Stadio Quercia.
L’arrivo in piazza Podestà è precluso a pullman di altezza superiore ai 3,80 metri.



Ospitalità



https://www.visitrovereto.it/info/cataloghi/catalogo-ospitalita/



Fonti:


Wikipedia


Visitrovereto


Museo italiano della guerra



Nota: Le fotografie a corredo dell’articolo sono state reperite in diversi siti Internet

 
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